I diversi tipi di spade giapponesi
Quando si pensa a una spada giapponese, la katana è spesso la prima immagine che viene in mente. La sua notorietà è tale che il nome viene talvolta usato per indicare lame molto diverse. In realtà, la katana è una tipologia specifica all’interno di una tradizione ricca di forme e dimensioni. Il termine nihontō si riferisce alle spade giapponesi e, nel contesto del collezionismo, alle lame realizzate secondo la tradizione del Giappone. Dalle prime lame diritte agli strumenti per l’allenamento, scopriamo le principali differenze.
Le principali spade giapponesi

La katana non è la più antica spada giapponese. Prima della diffusione delle lame curve esistevano i chokutō, 直刀, spade diritte collegate alle influenze del continente asiatico. Il passaggio alle forme successive fu un’evoluzione graduale: non tutte le spade condividono lo stesso profilo, la stessa montatura o la stessa funzione.
-
Il tachi, 太刀
Il tachi è una spada curva associata alla tradizione dei guerrieri a cavallo. La montatura permette di portarlo sospeso alla cintura con il filo rivolto verso il basso. Molti esemplari presentano una curvatura marcata, talvolta più accentuata vicino all’impugnatura, ma le proporzioni variano secondo epoca e scuola. La sua importanza nella storia delle spade giapponesi non si limita all’uso militare: esistono anche montature cerimoniali di grande pregio. Il successivo affermarsi della katana non significa che il tachi fosse semplicemente una lama meno efficace.
-
La katana, 刀
La katana è riconoscibile per la lama curva a un solo filo e per il modo in cui viene portata: inserita nell’obi con il filo rivolto verso l’alto. La sua lama appartiene normalmente alla categoria delle spade lunghe, oltre i 60 cm circa. Forgiatura, trattamento termico e politura concorrono alle sue caratteristiche; non tutte le katana moderne impiegano però materiali o procedimenti tradizionali. La tempra differenziata può creare l’hamon, mentre il lavoro del togishi mette in risalto la struttura dell’acciaio. Oggi la katana è apprezzata come oggetto storico, opera artigianale e simbolo culturale, oltre che nell’ambito di pratiche marziali appropriate.
-
Il wakizashi, 脇差
Il wakizashi è una spada corta, con lama generalmente compresa tra circa 30 e 60 cm. Insieme alla katana può formare il daishō, 大小, la coppia di spade associata ai samurai. Le dimensioni più contenute ne favorivano l’impiego in spazi ristretti e gli attribuivano un ruolo diverso dalla lama lunga. Nella storia giapponese compare anche in contesti cerimoniali e in pratiche violente dell’epoca, che vanno comprese storicamente senza idealizzarle.
-
Il tantō, 短刀
Il tantō è una lama corta, generalmente inferiore a circa 30 cm, più vicina alla categoria del pugnale. Può avere forme e montature diverse: una lieve curvatura non è una caratteristica obbligatoria di ogni esemplare. La montatura aikuchi si distingue per l’assenza di una guardia sporgente tra impugnatura e fodero. Altri tantō hanno invece una tsuba. Il kaiken è una piccola lama tradizionalmente associata anche alle donne delle famiglie samuraiche; non è semplicemente il nome di qualsiasi tantō di dimensioni ridotte.
-
Il ninjatō
Il ninjatō viene rappresentato come una spada corta con lama diritta e guardia quadrata. È molto presente nell’immaginario dei ninja, ma l’esistenza di un modello storico standard con tutte queste caratteristiche non è dimostrata dalle sole repliche moderne. Accessori segreti e impieghi spettacolari appartengono spesso alla leggenda. Per distinguere storia e rappresentazione, leggi il nostro articolo dedicato al ninjatō.
Le spade giapponesi meno conosciute

-
L’uchigatana, 打刀
Il nome uchigatana è diventato familiare anche grazie a videogiochi come Elden Ring, ma appartiene alla storia reale delle spade giapponesi. Indica la tradizione di lame portate nell’obi con il filo verso l’alto ed è strettamente collegato all’evoluzione della katana. Non descrive necessariamente una spada scadente o riservata a guerrieri di basso rango: qualità e destinazione dipendono dall’esemplare e dal periodo.
-
Ōdachi e nodachi
Questi nomi sono associati a spade di grandi dimensioni. Ōdachi significa «grande spada», mentre nodachi richiama l’impiego in campo aperto; nell’uso comune le denominazioni possono sovrapporsi. Le lame sono spesso intorno ai 90 cm o oltre, ma non ogni classificazione storica segue un confine rigido. Dimensioni e peso rendono più impegnativi trasporto, maneggio e realizzazione. Accanto agli esemplari destinati al combattimento esistono grandi spade votive o cerimoniali, il cui scopo non era un normale utilizzo sul campo.
-
Il nagamaki, 長巻
Il nagamaki si distingue per una lunga impugnatura avvolta, che può avvicinarsi alla lunghezza della lama. La sua struttura modifica equilibrio e presa rispetto a una katana. Non va confuso con la naginata, la cui lama è montata su un’asta più lunga secondo una costruzione diversa. Entrambi appartengono alla varietà delle armi storiche giapponesi, ma non sono semplicemente due misure dello stesso oggetto.
Le spade da allenamento

Lo studio delle arti marziali utilizza anche strumenti senza una lama affilata. La loro scelta dipende dalla disciplina e dalle indicazioni dell’insegnante. L’assenza di un filo tagliente riduce alcuni rischi, ma non rende questi strumenti innocui né adatti a qualsiasi tipo di contatto.
-
Il bokken, 木剣
Il bokken, spesso chiamato bokutō in Giappone, è una spada in legno. Il modello più noto riprende il profilo di una katana, ma le scuole possono richiedere forme e dimensioni specifiche. È impiegato per esercizi individuali e sequenze concordate, secondo la disciplina. La sua associazione con Miyamoto Musashi ricorda che un’arma in legno può essere molto pericolosa: va utilizzata con controllo e supervisione.
-
Lo iaitō, 居合刀
Lo iaitō è una spada non affilata impiegata soprattutto nello iaidō. Molti modelli giapponesi hanno una lama in lega, mentre altre produzioni utilizzano acciaio. Peso, equilibrio e lunghezza devono essere adatti al praticante. La punta può comunque ferire e la lama non è automaticamente progettata per urti o prove di taglio.
-
Lo shinai, 竹刀
Lo shinai tradizionale è formato da elementi di bambù assemblati con componenti in cuoio e una corda. Nel kendō viene utilizzato secondo regole precise e, negli esercizi che lo richiedono, con le protezioni previste. Non è corretto considerarlo sicuro per colpire una persona priva di protezioni. Controllo dell’attrezzo e rispetto delle regole fanno parte della pratica.
Questo elenco presenta alcune delle forme più conosciute, senza esaurire la ricchezza della tradizione giapponese della spada. Materiali, montature, epoche e scuole aggiungono ulteriori differenze. Conoscerle permette di apprezzare ogni oggetto per ciò che è, evitando di chiamare «katana» qualunque lama giapponese.
