Kenjutsu: l’arte della spada dei samurai
Il kenjutsu (剣術) è l’arte giapponese della spada, una delle discipline della tradizione marziale del Giappone premoderno. Accanto a esso si trova il battōjutsu (抜刀術), legato in particolare all’estrazione della spada. Il termine kenjutsu unisce ken (剣), «spada», e jutsu (術), «arte» o «tecnica». Oggi diverse scuole nel mondo trasmettono i principi del kenjutsu. Come si è sviluppata questa tradizione?
Che cos’è il kenjutsu?

Il kenjutsu comprende le tecniche della spada giapponese e affonda le radici nell’epoca dei samurai e del Giappone feudale. L’attenzione è rivolta ai metodi di impiego della spada, trasmessi secondo le caratteristiche delle diverse scuole. Nell’allenamento si utilizzano spesso spade di legno, chiamate bokutō o bokken; altri strumenti dipendono dal tipo di esercizio e dal livello di esperienza. Lo sviluppo degli shinai e delle protezioni contribuì anche all’evoluzione delle forme di pratica da cui sarebbe nato il kendō. Nel XIX secolo, i cambiamenti della società samurai modificarono profondamente il ruolo di queste arti in Giappone, mentre polizia e istituzioni conservarono un interesse per l’addestramento.
Il kenjutsu classico viene trasmesso attraverso scuole con metodi e tradizioni propri, talvolta caratterizzati da un insegnamento riservato ai membri. Non è quindi un’unica tecnica segreta identica ovunque. La pratica contemporanea del kenjutsu interessa chi desidera studiare le arti marziali tradizionali ed è spesso svolta con un bokken. Alcune discipline a mani nude includono anche esercizi con la spada, pur mantenendo finalità e programmi distinti.
L’idea alla base del kenjutsu

La spada ha un ruolo importante nella cultura giapponese. Compare anche tra i tre tesori imperiali, insieme allo specchio e al gioiello. Nella storia dei guerrieri, la sua importanza conviveva con quella dell’arco, della lancia e dell’equitazione. Con il mutare dei contesti di combattimento e della vita sociale, l’arte della spada acquistò un peso crescente anche nei duelli e negli ambienti urbani. La possibilità di portarla al fianco contribuì al suo valore pratico e simbolico.
Lo studio comprende spesso il confronto tra due praticanti. Secondo la scuola, le tecniche di kenjutsu possono prendere in considerazione anche altre armi tradizionali, come yari, naginata o jō. La varietà degli esercizi riflette l’ampiezza dei programmi storici e delle situazioni studiate.
La pratica del kenjutsu

Esistono molte scuole di kenjutsu con tecniche e stili differenti. Lo studio comprende movimenti della spada, posizioni, distanza, tempi e spostamenti. Gran parte dell’insegnamento avviene attraverso i kata, sequenze codificate che permettono di trasmettere i principi della scuola. Il praticante impara a conoscere lo strumento, il proprio corpo e la relazione con il partner. La precisione e la comprensione del gesto contano più dell’improvvisazione.
L’allenamento a coppie deve seguire le regole della scuola ed essere guidato da un insegnante competente. Controllo, distanza e rispetto del partner sono fondamentali; una spada di legno non è un oggetto innocuo. È attraverso una pratica progressiva e disciplinata che il kenjutsu conserva il proprio valore tecnico e culturale.
